Archivio Mensile: luglio 2011

Amate/Odiate solitudini

Ci sono giorni in cui sento un estremo il bisogno di solitudine, come aria per chi annega. A volte, quando ho voglia di stare da sola, mi butto in mezzo alla folla proprio come ho fatto ieri. Ero gia’ sola ma volevo essero ancora di piu’. Ho cominciato a vagare per la citta’ cercando di non perdermi nulla. Mi piace osservare la gente, ho il vizio di immaginarne le esistenze e a volte vado talmente oltre da sentirmene sopraffatta, cerco di osservare tutto, di godermi ogni vetrina, ogni insegna, ogni passante. E’ tutto cosi’ pieno di vita ed eccitante. Ad ogni passo scatto diapositive: le dolci e sorridenti signore con un pettine a reggere l’acconciatura e sulla faccia sbiaditi segni di thanaka, le coppie di innamorati costretti a nascondere le loro intimita’ dietro enormi ombrelli, gli inviti dei venditori ambulanti, le commesse che mi seguono non appena entro in un negozio (abitudine che detesto), i banchi di frutta colorata al mercato, il forte profumo dei fiori, gente che sale e che scende, che fa sport, che prega, che si lava, monaci che fanno la questua,  uomini che sputando si riannodano il longyi…torno a casa sazia di solitudine.

Da soli…e’ cosi’ che si scopre il mondo? e’ veramente un libro che bisogna leggere in solitudine? Non ne sono piu’ tanto sicura. Mi scopro priva di quella fame ed accitazione che contraddistingueva i miei primi passi da sola in un Paese straniero. Volevo vedere tutto, visitare tutto, pensavo che avrei compreso di piu’ da sola, senza pagare il dazio di una compagnia superflua al mio fianco. Adesso quella foga e’ passata, e invece di riempire gli occhi, ancora affamati, mi piace deliziare ogni senso, assaporare tutto lentamente, avere tempo a sufficienza per rimanere in un posto abbastanza a lungo da coglierne qualche barlume, indizio, trama, col disincanto che piu’ in la non si puo’ andare e col maturato desiderio di avere due occhi complici al mio fianco.


Bagan

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Mandalay and surroundings

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Il regno dell’assurdo

Forse ci voleva un viaggio nel regno dell’assurdo per spingermi di nuovo a scrivere qualcosa sul mio quasi dimenticato blog. La patetica, ma ahime’ vera, scusa e’ che non ho molto tempo per scrivere…tra lavoro, lezioni di birmano e uscite varie non mi resta molto tempo.

Il mio lavoro in Myanmar con Triangle GH consiste, detta molto semplicemente, nel gestire un progetto, gentilmente finanziato dall’unione europea, in partneship con una ONG locale che lavora con bambini e adulti diversamente abili. Settimana scorsa, in occasione di un workshop organizzato dal Ministrero dei Servizi Sociali su come migliorare la politica e le leggi dell’attuale governo relative alla disabilita’ (che evito di commentare) , mi sono recata a Nay Pyi Taw (NPT – si pronuncia Ne-pi-do), la capitale reale del Myanmar.

NPT si trova a 320 km da Yangon (da 5 a 7 ore in bus – dipende dal tempo e dall’autista) ed e’ in posizione centralissima rispetto al resto del Myanmar, persa nel bel mezzo del nulla piu’ assoluto. La citta’ conta meno di 100.000 abitanti (Yangon poco meno di 5 milioni) su una superficie estremamente estesa, pensate solo 22 abitanti/km2 rispetto ai circa 11000 di Yangon. Quando arrivo faccio fatica a capire di essere arrivata in una citta’, cosi’ come sono abituata a pensare, vedo solo strade dritte, enormi, sembrano piu’ piste d’atterraggio, completamente deserte! Arrivo a NPT in aereo. Dall’aereoporto al lussuoso hotel dove si terra’ il workshop (ahh dimenticavo ci sono solo Hotel di lusso a NPT) il taxista si perde piu’ volte, confuso dalla miriade di strade tutte identiche e senza indicazioni (ovviamente). Non e’ di NPT, e’ arrivato da Yangon col suo taxi quella stessa mattina per accompagnare un gruppo di commercianti di gemme cinesi. Ci metto 50 minuti ad arrivare all’hotel eppure le strade sono dritte e deserte, insomma si va veloce. Per strada scorgo solo poveri giardinieri intenti a tenere in perfetto ordine questa citta’ di plastica. Ad ogni incrocio rotonde enormi, spropositate, con al centro bellissimi fiori e fontane ma nessuno intorno a parte pochi disgraziati costretti a tagliare l’erba sotto un sole cocente e in maniera certosina, non riesco bene a vedere ma in mano hanno qualcosa non piu’ grande di una forbice.

L’11 Novembre 2005, 11 Ministeri, 11 battaglioni, 1100 camion militari si dirigono verso quella che solo 5 giorni prima era stata designata come nuova capitale dietro consiglio degli astrologi. Da un giorno all’altro migliaia di funzionari pubblici sono costretti a trasferisti nel mezzo del nulla. Perche? La giunta militare giustifica il trasferimento dicendo che NPT e’ piu’ centrale rispetto a Yangon ma quest’argomento non convince molto. Le possibili ragioni di questo trasferimento sembrano essere diverse: 1) strategia militare: Yangon, situata sul delta dell’Irrawaddy e’ facilmente attacabile via mare e aria. Si dice che la giunta temendo quanto successo in Irak abbia preferito spostare la capitale in un posto nel bel mezzo del nulla e circondato da montagne. 2) sorvegliare le minoranze: vicino geograficamente alle minoranze Chin, Shan e Karen potrebbe piu’ facilmente sorvergliarle in caso di ribellioni. 3) sicurezza: da un punto di vista prettamente urbanistico e considerato il numero ridotto di abitanti ogni manifestazione o ribellione a NPT sarebbe facilmente “domabile”.

La citta’ e’ divisa in zone, c’e’ la zona degli alberghi, una lunga, emorme e desolata arteria dove sfilano uno dietro l’altro hotel lussuosi e tutti appartenenti a personalita’ vicine al governo. La zona degli Hotel e’ anche la piu’ vicina all’aereoporto ma impiego comunque quasi un’ora ad arrivarci. Il pomeriggio affitto un taxi per un paio d’ore. Voglio vedere il resto di quella follia. La strada di fronte all’immenso parlamento ha 6 corsie per senso di marcia, infinita e ancora una volta vuota! Facciamo un giro per la zona dei ministeri, la zona degli uffici pubblici, la zone residenziale per i funzionari con tetti rosa e azzurro, la zona del mercato dove finalmente vedo gente qualcosa che assomiglia ad una citta’. Al momento faccio veramente fatica a considerare NPT una citta’. Hanno voluto creare una capitale lontana dagli occhi di tutti, lontana da quella comunita’ internazionale che tanto facilmente chiude un occhio (a volta anche tutti e due)..

La sera riparto per Yangon contenta di lasciare NPT anche di essere riuscita a vederla. In un Paese dove muoversi (non per turismo) significa avere autorizzazioni su autorizzazioni, dove la capitale e’ off limit per turisti e giornalisti mi sento soddisfatta di essere riuscita a visitarla un po’ ed ecco qualche foto…

 


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